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Sarà vera ripresa? Aspettiamo a dirlo

In Lombardia nel terzo trimestre dati ancora positivi ci dice l’indagine trimestrale diUnioncamere Lombardia sul manifatturiero, anche se in rallentamento rispetto ai primi due trimestri; del resto il terzo trimestre contiene mesi nei quali classicamente la produzione cala sia nel comparto industria sia in quello artigiano. Comunque la produzione cresce per le imprese sia in modo congiunturale (+0,2%) sia tendenziale (+1,7%), un po’ meno nell’artigianato dove la crescita congiunturale è nulla e quella tendenziale si ferma al +0,9%. Particolare attenzione si dovrà rivolgere al prossimo trimestre per capire quanto il rallentamento del commercio mondiale potrà influire sulla struttura produttiva della nostra regione, struttura fortemente orientata sull’estero, e quanto potrà essere compensata dalla ripresa della domanda interna che sembra profilarsi.
Indici di fiducia praticamente tutti in crescita: quello dei consumatori (116,9) al livello più alto da marzo 2002, quello delle imprese arrivato a 105,9, valore più alto da fine 2007.
Disoccupazione in ulteriore calo al 11,8% e disoccupazione giovanile in calo (40,5%) ma sempre sopra il 40%, questo dicono i dati Istat di settembre.
INPS, CIG in Italia le richieste di CIG in settembre salgono a 60,7 milioni di ore, con comunque un calo del-38,1% rispetto al 2014.
In Lombardia  le richieste sono state 12,4 milioni di ore con un calo del -46,6% rispetto a settembre 2014; negli ultimi dodici mesi (ottobre 2014 – settembre 2015) le richieste complessive sono state di 142,2 mln/ore contro i 248,1 dei dodici mesi precedenti.
In forte calo sul 2014 sia la CIG ordinaria (-25,6%) che la straordinaria (-35,2%); la deroga, fortemente penalizzata dai ritardi nel rifinanziamento, non fa testo.
Richieste di industria ed edilizia al -35,0% sono un buon segnale.
I segnali che possiamo cogliere sono, dunque, ancora contrastanti, anche se crescono di numero e di quantità glielementi positivi; buone notizie, ad esempio, dal settore ICT italiano dove Assintel segnala finalmente unacrescita trainata soprattutto dalla domanda delle imprese medie e grandi. I segnali negativi arrivano tutti dai fattori di crisi internazionali: Grecia, Cina e BRICS che rallentano, calo dei prezzi di materie prime e del prezzo del petrolio (WTI sui 45 dollari) che però a detta degli analisti dovrebbe nei prossimi mesi stabilizzarsi tra i 60 e gli 80dollari al barile.
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