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Ancora in altalena

PIL, nel quarto trimestre 2015 al +1,9% nell’Area OCSE (in calo), al +1,6% nell’Area Euro (stabile), in crescita in Italia al +1%.
Per quanto riguarda la Lombardia, il dato del PIL per tutto il 2015 previsto da Prometeia è pari al +1,0% contro lo +0,6%/+0,7% dell’Italia.
Torna a crescere a gennaio la produzione industriale sia nell’Area Euro (+2,8% tendenziale) sia in Italia (+3,9%).
Leggerissimo miglioramento anche per ordinativi che a gennaio tornano in positivo grazie ad una modesta ripresa degli ordini esteri; non recupera ancora completamente ilfatturato per colpa del mercato interno che mantiene l’indice tendenziale ancora negativo.
Nuovo calo a gennaio del commercio al dettaglio del tasso tendenziale (-0,8%) con un congiunturale nullo(0,0%).
Occupazione: a gennaio in Italia cresce l’occupazione maschile (66,1%) e cala il tasso di disoccupazione maschile (10,9%); l’occupazione femminile è stabile ad un misero 47,5% in compenso cresce il tasso di disoccupazione che arriva al 12,4% dal 12% del mese di dicembre.
Da tener sempre presente che il dato mensile di Eurostat e di Istat è un dato provvisorio, suscettibile quindi di aggiustamenti nei mesi successivi.
CIG: a proposito del blocco delle autorizzazioni della CIGO cito il 2° Rapporto UIL sulla CIG (febbraio 2016)in cui si evidenzia che “A febbraio la richiesta delle imprese di questo importante ammortizzatore sociale ha raggiunto circa 60,2 milioni di ore con un aumento su gennaio del 5,7%. Sono stati salvaguardati nel mese 354 mila unità di lavoro. L’analisi per singola gestione, mostra una forte crescita della cassa integrazione ordinaria (+ 243,7%) e della cassa in deroga (+10,2%), a fronte della diminuzione della pur alta cassa straordinaria (-9,3%). Nonostante che anche in  questo mese, come ammette la stessa INPS, il dato sulla cassa ordinaria risente di un significativo blocco amministrativo che ha rallentato le autorizzazioni in molte province o, addirittura, bloccato in alcune (14). Quindi il dato generale è fortemente condizionato da questo fermo”.
Il “tiraggio” (dato nazionale di dicembre) è in calo rispetto all’andamento del 2015, era 51,4%, attestandosi su un consumo effettivo di ore del 48,2%.
I segnali che possiamo cogliere permangono ancora molto contrastanti e la crescita economica dell’Italia e dell’Europa in generale appaiono ancora deboli con i segnali negativi che derivano tutti dai maggiori fattori di crisi internazionale: terrorismo, mercati finanziari in altalena. A tutto ciò si aggiunge il basso livello dei prezzi delle materie prime, in primis del petrolio (WTI e Brent sui 40 dollari al barile), e il rallentamento consistente delle economie di alcuni importanti paesi in via di sviluppo.
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