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Lombardia: crescita in controtendenza

PIL, stimato nel quarto trimestre 2015 al +1,8% nell’Area OCSE e al +1,5% nell’Area Euro, in rallentamento; in crescita in Italia al +1%.
Per quanto riguarda la Lombardia il dato del PIL per tutto il 2015 previsto da Prometeia è pari al +1,0% contro lo +0,6%/+0,7% dell’Italia.
Ultima ora: nella ultima revisione, OCSE taglia, portandole dal 3,4% al 3,2%, le previsioni di crescita dell’economia mondiale per il 2016; le stime per la crescita italiana calano a +1% da +1,4% previsto precedentemente.
Occupazione: nel 2015 gli avviamenti totali in Lombardia sono stati 1.124.414 in crescita del +14,6% rispetto al 2014. i contratti a tempo indeterminato sono passati da 239.761 a 364.478 con un aumento del +52% sul 2014. in crescita anche i contratti a tempo determinato (+4,1%, 726.064 contro 697.607 ), in forte calo l’apprendistato (-19,9%) dove purtroppo i numeri sono molto bassi: 42.309 contratti nel 2014, 33.872 nel 2015.
CIG: nel mese di gennaio il numero di ore di CIG complessivamente autorizzate in Italia è stato pari a 56,9milioni, in crescita del +33,9% rispetto allo stesso mese del 2015 e del +12,8% rispetto al mese precedente. InLombardia il numero di ore di CIG complessivamente autorizzate è stato pari a 5,5 milioni, in calo del -18,3%rispetto al mese precedente e del -56,1% rispetto allo stesso mese del 2015 (erano state 12,5 milioni). In particolare rispetto al gennaio 2015 le richieste di ore di CIG ordinaria sono in calo del -85,0%, quelle di straordinaria sono in calo del -45,9% mentre la “deroga” è anch’essa in calo del -12,0% (gennaio 2015 richieste 1.279.001 ore, gennaio 2016 richieste 1.126.129 ore).
Le ore autorizzate per la Lombardia in gennaio rappresentano il 9,7% del totale delle ore autorizzate nel mese a livello nazionale. Da gennaio 2008 sono state richieste 1,775 miliardi di ore in Lombardia e 7,338 miliardi di ore in Italia.
Negli ultimi dodici mesi (febbraio 2015 – gennaio 2016) le ore autorizzate in Lombardia sono calate del -40,2%rispetto al corrispondente periodo precedente (febbraio 2014 – gennaio 2015).
I segnali che possiamo cogliere permangono comunque, ancora contrastanti e la crescita economica dell’Italia e dell’Europa in generale appare ancora debole con i segnali negativi che arrivano tutti dai fattori di crisi internazionale: terrorismo, mercati finanziari in ribasso, crisi bancarie non solo italiane(vedi Deutch Bank). A tutto ciò si aggiunge il calo dei prezzi delle materie prime, in primis del petrolio (WTI e Brent sui 30 dollari al barile ma i prezzi di benzina e gasolio non calano in proporzione), e dal rallentamento consistente delle economie di alcuni importanti paesi in via di sviluppo: tasso di crescita dell’economia cinese nel 2016 solo- sic! – +6,5%. Da tener presente che in Russia, Cina e in Iran paiono delinearsi nuove buone prospettive di business per le nostre aziende.
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