Secondo livello, si alla mozione regionale
CONTRATTAZIONE DI SECONDO LIVELLO IN LOMBARDIA, UIL: SÌ ALLA MOZIONE REGIONALE. PIÙ SALARIO E QUALITÀ, STOP AI CONTRATTI PIRATA
Antonio Albrizio: “Ora tradurre l’indirizzo politico in strumenti operativi all’interno del Patto per lo Sviluppo”
Salvatore Monteduro: “La contrattazione deve rafforzare il sistema non indebolirlo”
Apprezzamento da parte della UIL Lombardia per l’approvazione, della mozione di Regione Lombardia a sostegno della contrattazione di secondo livello. Un intervento politico giudicato molto positivamente dal sindacato, poiché rimettere al centro temi come il potere d’acquisto, i salari e il costo della vita è fondamentale in una regione dove la quotidianità pesa sempre di più sui redditi dei lavoratori.
Per la UIL, questo provvedimento deve diventare una leva concreta per redistribuire valore attraverso il welfare aziendale, la formazione e la sicurezza. Tuttavia, l’applicazione richiede paletti chiarissimi su due fronti cruciali:
Il sindacato accoglie con favore la condivisione del principio di valorizzazione dei CCNL sottoscritti dalle organizzazioni sindacali comparativamente più rappresentative.
«La contrattazione di secondo livello – sottolinea il segretario confederale Salvatore Mondeduro – livello deve rafforzare il sistema contrattuale, non indebolirlo. Deve migliorare le condizioni di lavoro, contrastare i contratti pirata e non diventare uno strumento per alimentare il dumping salariale. Il sostegno pubblico, comprese le risorse regionali, europee e gli strumenti collegati alle politiche di sviluppo, deve essere indirizzato a chi investe davvero nel buon lavoro: contratti a tempo indeterminato, applicazione dei CCNL rappresentativi, formazione, welfare, sicurezza, conciliazione vita-lavoro e partecipazione».
Il principio della qualità del lavoro deve valere con particolare forza nelle Zone di Innovazione e Sviluppo. In queste aree, l’utilizzo di ingenti risorse pubbliche e regionali non può essere un assegno in bianco, ma deve essere rigorosamente condizionato a vincoli chiari: buona occupazione, legalità contrattuale, stabilità del lavoro e rispetto delle relazioni sindacali. Le risorse pubbliche devono premiare chi crea lavoro stabile e dignitoso, non chi compete comprimendo i diritti.
«La mozione approvata – conclude Antonio Albrizio, segretario generale UIL Lombardia – è considerata un ottimo primo passo, ma non il punto di arrivo. Ora si apre la fase cruciale: tradurre l’indirizzo politico in strumenti operativi all’interno del Patto per lo Sviluppo. A questo proposito UIL Lombardia ha proposto emendamenti al testo finalizzati a rafforzare il rispetto dei CCNL più rappresentativi, il contrasto ai contratti pirata, la necessità di condizionare l’utilizzo di risorse pubbliche alla qualità del lavoro e la promozione di un Fondo regionale per la contrattazione di qualità. La competitività della Lombardia non si difende comprimendo i costi, ma investendo sul valore e sulla dignità di chi lavora».


