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La politica abbia più coraggio nel combattere la precarietà

La politica dimostri più coraggio nella battaglia contro la precarietà. Questo l’appello del segretario generale della Uil Milano Lombardia Danilo Margaritella nei giorni “caldi” della discussione in Parlamento del cosiddetto Decreto Dignità voluto dal Governo Conte. <<Occorre più coraggio e meno incertezze della politica – prosegue il segretario – sul tema della battaglia alla precarietà; bisogna favorire il tempo indeterminato e fare costare di più il tempo determinato>>. Il lavoro deve essere al centro dell’agenda delle istituzioni, sia nazionali che locali; l’occupazione di qualità deve ripartire per dare prospettive certe soprattutto ai giovani.

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<<Occorre rilanciare i centri per l’impiego com’è stato promesso – afferma Margaritella – come anche bisogna rilanciare la formazione. Servono insomma misure strutturali e non episodiche>>. Lavoro significa anche buoni contratti; il leader lombardo e milanese della Uil saluta con favore la recente firma di due importanti rinnovi contrattuali, quello del settore edile e quello del settore chimico farmaceutico, due ambiti strategici per il nostro Paese. <<Il sindacato confederale si distingue ancora una volta per capacità nel fare buoni accordi e buoni contratti – osserva Margaritella – la politica lo abbia sempre ben presente>>.

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La battaglia più importante da combattere resta quella alla precarietà; l’accordo sui rider del 18 luglio rappresenta un punto di partenza e non di arrivo, anche perché questa categoria dei lavoratori rappresenta una piccola quota del milione di lavoratori appartenenti alla cosiddetta gig economy. <<Ci vuole più coraggio per contrastare la precarietà – conclude il segretario generale della Uil Milano Lombardia – servono contributi e costo del lavoro più elevati per favorire davvero le assunzioni a tempo indeterminato; bene il contrasto alle delocalizzazione contenuto nel Decreto Dignità. Bisogna rendere strutturale la riduzione del costo del lavoro sui contratti a tempo indeterminato, aumentando contestualmente il costo di tutto i contratti a termine, che sarebbe buona cosa mettere nelle tasche dei lavoratori quale “compenso”>>.