Emergenza caldo per i riders

“Con le piattaforme non si riesce a parlare, l’unico interlocutore sul tema sono le Regioni. Sui rider è necessario un passaggio di innovazione legislativa: il decreto della Regione Lombardia, ad esempio, prevede la sospensione del lavoro sopra i 35 gradi, ma per i rider non c’è ancora una procedura corretta. Inoltre, è difficile per un rider immaginare la sospensione del lavoro ad esempio tra le 12 e le 14, quando tutti ordinano il cibo a casa o in ufficio. Serve pensare a nuove disposizioni”. A dirlo a  è Vittorio Sarti, segretario confederale della Uil Lombardia.

In questo contesto, però, eventuali bonus per chi accetta di lavorare col caldo “non sono una soluzione accettabile, non possiamo risolvere il problema della sicurezza e della salute sul lavoro dando qualche centesimo in più a chi lavora”, sottolinea Sarti. “Noi chiediamo alle istituzioni, al governo e alle Regioni nuovi strumenti, così da tutelare questi lavoratori”, aggiunge il sindacalista della Uil Lombardia.

Per quanto riguarda le condizioni di lavoro dei rider di fronte alle ondate di caldo come quelle di questi giorni “i problemi restano tanti”, in un contesto in cui “non possiamo rincorrere ogni anno l’emergenza”. A dirlo a LaPresse è Vittorio Sarti, segretario confederale della Uil Lombardia. “Il problema del clima è ormai un dato consolidato, già a maggio quest’anno c’è stata la prima ondata”, sottolinea Sarti, per il quale “servono scelte strutturali a tutela dei lavoratori, e in particolare dei rider, categoria che ha la complessità di non avere a che fare con un datore di lavoro fisico, ma semplicemente con un’app”.

“Mancando ai rider una sede fisica, dato che si muovono per la città con le loro bici senza una base a cui fare ritorno, ristorarsi diventa un problema”, aggiunge Sarti, per il quale “a questo punto, intanto, dovrebbero essere gli esercenti stessi a mettersi a disposizione per aiutare i lavoratori, permettendo riposo, ombra, e ovviamente fornendo cibo acqua da bere nel momento in cui si attende una consegna”.