CIG in Lombardia: scende l’ordinaria cresce la straordinaria

Nel primo semestre 47,8 milioni di ore autorizzate. L’ordinaria cala del 26,2%, la straordinaria cresce del 14,9%. Nella meccanica si concentra circa il 72% della CIGS regionale

Milano 29 luglio 2026 – La Cassa Integrazione diminuisce in Lombardia nei primi sei mesi del 2026, ma dietro il miglioramento complessivo resta una fotografia articolata. Le ore autorizzate scendono a 47,8 milioni, -14,4% rispetto al 2025. A cambiare è però la composizione: la CIG ordinaria arretra del 26,2%, mentre la straordinaria cresce ancora del 14,9%.

Rispetto all’allarme registrato nei primi mesi dell’anno, emergono comunque segnali di rallentamento. Nel primo trimestre la CIG straordinaria lombarda cresceva del 71,1%; nel periodo aprile-giugno, secondo l’elaborazione UIL Lombardia ottenuta per differenza tra i dati cumulati INPS, la dinamica si inverte e registra circa -33,1% rispetto allo stesso trimestre 2025. Un miglioramento significativo, ma non risolutivo.

<<Bene il calo, anche se non si può non sottolineare  che a differenza del dato nazionale in Lombardia si registra un aumento della straordinaria – sottolinea il segretario generale UIL Lombardia Antonio Albrizio –  e lo confermano le crisi aziendali ancora in atto. Alcune categorie come i giovani pagano il prezzo più alto imbrigliati nella trappola della precarietà. Per le nuove generazioni la CIG spesso non rappresenta neanche una rete di salvataggio, poiché contratti frammentati li escludono dalle tutele. Stiamo assistendo a un progressivo depauperamento delle competenze e all’espulsione di risorse fresche dal mercato del lavoro. Serve una visione capace di cogliere le opportunità di sviluppo, servono politiche attive del lavoro efficaci in grado di riqualificare il personale e garantire lavoro stabile. Gli ammortizzatori sociali non possono rappresentare la risposta alla cronica mancanza di politiche industriali. Se la Lombardia non garantisce ai propri giovani un’occupazione di qualità, un progetto di lavoro e ancor più di vita,  rinuncia consapevolmente al proprio futuro economico>>.

Il nodo principale resta industriale: quasi 94 ore di CIG su 100 autorizzate in Lombardia riguardano l’industria. In particolare, nella meccanica si concentra circa il 72% dell’intera CIG straordinaria regionale, indicando una forte concentrazione dei processi di riorganizzazione e crisi in questa area produttiva.

Il calo complessivo della Cassa Integrazione è un segnale positivo – evidenzia Salvatore Monteduro, Segretario UIL Lombardia – e va riconosciuto, ma non possiamo fermarci alla media regionale. La crescita della straordinaria e la forte concentrazione in alcune filiere e territori ci dicono che restano situazioni da presidiare. Dobbiamo sapere non soltanto quante ore vengono autorizzate, ma quali imprese e lavoratori sono coinvolti e quale sarà l’esito occupazionale delle crisi. Servono monitoraggio preventivo, politiche industriali, formazione e politiche attive. La Cassa Integrazione deve salvaguardare lavoro e competenze, non limitarsi a rinviare il problema occupazionale.”

Anche la geografia delle difficoltà cambia. Varese rimane la principale criticità accumulata nel semestre, con la CIG complessiva in aumento del 59,8%, ma giugno segnala un deciso rallentamento (-57,7%). Milano, al contrario, chiude i sei mesi con un saldo positivo (-22,7%), ma a giugno registra un aumento del 78,6%, trainato soprattutto dalla componente straordinaria (+139%). È un segnale da monitorare, non ancora sufficiente per parlare di inversione strutturale.

Per UIL Lombardia occorre quindi passare dal solo monitoraggio delle ore autorizzate al monitoraggio degli esiti occupazionali delle crisi, affinché il percorso crisi produttiva–CIG non si trasformi automaticamente in perdita del posto di lavoro.

 

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