Sicurezza Lavoro Artigiano

In Lombardia si continua a morire sul lavoro

In Lombardia si continua a morire sul lavoro; una strage praticamente quotidiana a cui bisogna assolutamente porre fine. Il 6 luglio, a perdere la vita, schiacciato da una piattaforma, è stato un operaio manovratore di 51 anni a Cesano Maderno, mentre il 9 luglio è toccato a un operaio di 69 anni, caduto da un’impalcatura allestita a Palazzo Reale, a Milano, da un’altezza di cinque metri. Compresi questi due episodi, in base ai dati raccolti nel Registro Regionale degli Infortuni Mortali, aggiornato in base alle informazioni provenienti dalle Ats lombarde, sono in totale già 27 gli infortuni mortali sul lavoro avvenuti in Lombardia dall’inizio del 2018. Numeri da bollettino di guerra, che parlano di un’emergenza da combattere con ogni mezzo.

Salute e sicurezza sui luoghi di lavoro

La Uil Milano Lombardia si stringe ovviamente ai famigliari delle vittime degli incidenti mortali sul lavoro ed esprime loro il profondo cordoglio di tutto il sindacato. Ma le denunce e l’indignazione, seppure sacrosante, non possono bastare davanti ad un escalation di questo tipo che merita risposte concrete. Siamo davanti a numeri inaccettabili, da bollettino di guerra e l’edilizia purtroppo è uno dei settori maggiormente colpiti dagli infortuni mortali nei cantieri.

Il Sindacato dei Cittadini

La Uil Milano Lombardia ritiene che si debba agire su più fronti per riuscire ad invertire la rotta. Il primo è quello dell’aumento dei controlli da parte degli ispettori preposti; ad oggi, sono davvero troppo poche le aziende monitorate e sanzionate, se inadempienti, rispetto alla questione sicurezza. Il secondo, consapevoli che la sola repressione del fenomeno possa bastare, riguarda invece la formazione dei lavoratori; una formazione che non deve essere fatta “tanto per fare” o per adempiere formalmente a delle prescrizioni di legge, ma che deve essere certificata e di qualità. Il terzo ma non meno importante fronte deve essere quello di concepire un sistema che premi, attraverso ad esempio degli incentivi, quelle aziende che si impegnano nei fatti e con investimenti a raggiungere l’obiettivo degli “infortuni zero”.