Emergenza caldo: le richieste della UIL
DOPO LA PRIMA ONDATA DI CALDO LA UIL LOMBARDIA CHIEDE UN PROVVEDIMENTO REGIONALE STRUTTURALE SULLA SOSPENSIONE DEL LAVORO
Il Segretario Generale Antonio Albrizio insieme ai Segretari di categoria sollecitano la Regione: “Non si può rincorrere l’emergenza ogni anno. Serve una norma chiara, certa e permanente per tutelare la salute di lavoratrici e lavoratori”.
Con l’arrivo della prima ondata di calore anomalo, la UIL Lombardia scende in campo per chiedere a Regione Lombardia e alle istituzioni un intervento immediato e definitivo a tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro. La confederazione regionale, guidata dal Segretario Generale, insieme ai Segretari generali di tutte le categorie, si appresta a formalizzare una richiesta urgente alla Giunta regionale, ma anche alle altre istituzioni per l’emissione di un provvedimento di sospensione delle attività lavorative nelle ore più calde, sul modello delle ordinanze già emanate negli anni passati.
La vera novità e priorità della richiesta sindacale risiederà, però, nella natura del provvedimento: la UIL chiede che la misura non sia più un’ordinanza contingente da rinnovare di anno in anno, ma diventi un dispositivo normativo strutturale, normale e permanente, che scatti automaticamente al superamento di determinate soglie termiche (pari o superiori a 35°C, o con tassi di umidità tali da innalzare la temperatura percepita).
L’intervento del Segretario Generale UIL Lombardia
<<Il cambiamento climatico non è più un evento eccezionale, è la nostra realtà – , dichiara il Segretario Generale della UIL Lombardia Antonio Albrizio – e non possiamo permettere che la salute dei lavoratori dipenda dalla tempestività con cui una delibera viene firmata a ridosso dell’emergenza. Gli scorsi anni abbiamo visto provvedimenti utili ma frammentari. Oggi chiediamo a Regione Lombardia un atto di responsabilità e modernità: una norma strutturale e perpetua. Quando il termometro sale oltre i livelli di sicurezza, il lavoro all’aperto o in ambienti non climatizzati si deve fermare. La vita e la salute vengono prima del profitto>>.
Il fronte comune delle categorie: Edilizia, Metalmeccanici, Agricoltura e Trasporti
I Segretari di categoria della UIL Lombardia hanno evidenziato come il rischio stress da calore colpisca in modo trasversale diversi settori produttivi, rendendo non più procrastinabile una spinta decisa sulla prevenzione.
- Riccardo Cutaia Segretario Generale FENEALUIL Lombardia: <<Nei cantieri edili il rischio di colpi di calore è altissimo. Chiediamo la sospensione dei lavori nelle ore centrali della giornata (12:00 – 16:00) per tutte le attività esposte al sole diretto. Serve una legge regionale fissa che permetta alle aziende e ai lavoratori di programmare i turni in sicurezza, senza dover aspettare il bollettino d’emergenza del giorno prima>>.
- Vittorio Sarti, Segretario Generale UILM Metalmeccanici Lombardia: <<Il caldo estremo in fabbrica non è più un’emergenza passeggera, ma un rischio strutturale per la salute. Come Uilm chiediamo l’applicazione immediata della cassa integrazione ordinaria sopra i 35 gradi percepiti. Proprio a seguito delle ormai mutate condizioni climatiche, come quelle di questi giorni che a maggio già toccano i 34 gradi ci sono tutte le migliori ragioni per sperimentare nelle fabbriche la riduzione dell’orario di lavoro a parità di salario>>.
- Alberto Donferri, Segretario generale UILA Lombardia: <<Nei campi i ritmi di raccolta e manutenzione non possono ignorare il clima. Credo diventi necessario istituire un ammortizzatore sociale che tenga conto delle condizioni di estremo caldo come fare in modo che sia proprio la contrattazione collettiva a definire le soluzioni più adeguate alle specificità aziendali o di settore>>.
- Carmelo Minniti segreteria UILTRASPORTI Lombardia: <<Il problema non riguarda solo chi lavora all’aperto per i quali, come categoria, abbiamo già provveduto a fare richieste specifiche ad aziende come ATM. La nostra preoccupazione va anche ai driver della logistica sui furgoni, a chi opera nelle banchine di carico o nei capannoni industriali e fonderie dove i sistemi di raffrescamento sono insufficienti. Senza dimenticare gli operatori aeroportuali sui piazzali. Un provvedimento quadro regionale costringerebbe a una seria rimodulazione degli orari e dei carichi di lavoro>>.
Le richieste concrete a Regione Lombardia
E proprio in vista di future ondate di calore, la UIL Lombardia chiede l’apertura immediata di un tavolo di confronto istituzionale per definire i dettagli tecnici di un provvedimento strutturale, che dovrà prevedere:
- Automatismo dello stop: Sospensione immediata delle attività nei settori a rischio (es. edilizia, agricoltura, stradale, ciclo-logistica) nelle ore centrali della giornata al raggiungimento dei 35°C (rilevati dai bollettini meteo ufficiali ARPA).
- Integrazione salariale garantita: Coordinamento con l’INPS per l’accesso semplificato alla Cassa Integrazione Guadagni (CIGO) per meteo avverso.
- Controlli e Sanzioni: Un piano straordinario di verifiche da parte delle ATS (Agenzie Tutela Salute) e degli ispettorati del lavoro per garantire l’applicazione della norma.
“La Lombardia è il motore economico del Paese e deve dimostrare di essere all’avanguardia anche nella civiltà del lavoro – conclude Antonio Albrizio – e farlo attraverso la prevenzione degli infortuni e i malori da calore è un dovere morale. Ci aspettiamo una risposta rapida e concreta da parte della Regione>>.


