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Sindacati in Italia 1944-1968: uomini e strutture

Verranno presentati mercoledì 13 giugno alle 17.30, presso Palazzo Morando, nella sala conferenze di via Sant’Andrea 6 a Milano, i libri “Sindacati in Italia 1944-1968: uomini e strutture”; tre dizionari realizzati da Myriam Bergamaschi. Ad introdurre la presentazione, alla quale sarà presente anche l’autrice, sarà Giorgio Benvenuto, ex leader della Uil e presidente della Fondazione Pietro Nenni e della Fondazione Bruno Buozzi. Al dibattito, interverranno anche Gianprimo Cella, dell’Università degli Studi di Milano, Gianni Cervetti, della Fondazione Isec, Carlo Ghezzi, della Fondazione Giuseppe di Vittorio e Andrea Panaccione dell’Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia.

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L’opera realizzata da Myriam Bergamaschi è frutto di un’analisi accurata e di un lavoro di ricerca su una mole cospicua di documenti storici riguardanti la storia dei sindacati italiani. Un progetto ambizioso su cui l’autrice lavora da molti anni e che ha portato alla realizzazione di veri e propri dizionari riguardanti la storia non solo dei sindacati confederali italiani ma anche di quelli autonomi. Un mondo estremamente variegato e interessante che merita di essere conosciuto in ogni suo aspetto, del quale Myriam Bergamaschi ha tracciato la storia in modo dettagliato e minuzioso.

Il Sindacato dei Cittadini

Il Sindacato dei Cittadini

Per quanto riguarda il volume dedicato alle vicende della Uil, il periodo storico trattato è quello che va dal 1950, anno della fondazione, al 1968; la prefazione del dizionario è stata curata dal segretario generale Carmelo Barbagallo. La ricostruzione della storia dei sindacati, rispetto alla quale Myriam Bergamaschi, con il suo approfondito lavoro di ricerca, ha fornito un contributo di grande rilevanza, non ha soltanto una pur importante funzione di permettere di ricordare pagine significative della storia italiana spesso oramai dimenticate. Questi dizionari hanno infatti anche un grande valore per il presente ed anche per il futuro del nostro Paese, perché consentono di aprire un dibattito su cos’è oggi il sindacato e su cosa potrà essere domani, poiché spesso se ne dimentica la vera natura.