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In ricordo di Piazza Fontana 1969-2016

di Matteo Vismara

Oggi ricorre un anniversario che ancora è vivo nella memoria delle persone e della vita politica e civile dell’Italia del dopoguerra.

Mi riferisco alla strage di Piazza Fontana avvenuta il 12 dicembre 1969  nella sede della Banca dell’Agricoltura nel cuore della Milano industriale e commerciale.

L’esplosione avvenne alle ore 16:37, quando nel grande salone del tetto a cupola scoppiò un ordigno contenente 7 chili di tritolo, uccidendo 17 persone (13 sul colpo) e ferendone altre 87: la diciassettesima vittima morì un anno dopo per motivi di salute dovuti all’esplosione della bomba.

La vicenda è tuttora oggetto di controverse interpretazioni; secondo una, quando fu imboccata la pista dell’attentato neofascista – abbandonata quella anarchica – si volle avallare la teoria della «strategia della tensione», ossia un disegno razionale, perseguito dall’estrema destra per creare instabilità e paura nelle istituzioni e nei cittadini, e quella della «strage di Stato», ordinata da settori del mondo politico (dai servizi segreti e consorterie criminal-economiche) per creare un’atmosfera di panico, rendendo necessarie misure d’emergenza, e garantire il potere ai reazionari nemici del popolo.

Al di là di congetture, sentenze e complotti oggi la Uil Milano e Lombardia vuole ricordare soprattutto le 17 vittime  e gli 88 feriti collegandoli a quelle  dei nostri giorni, uccise  negli attentati che ancora oggi, in nome di qualsiasi ideologia o convinzione, sconvolgono la vita quotidiana  di persone innocenti.