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Basta morti sul lavoro: l’intervento di Danilo Margaritella dal palco di piazza Duomo

Si è svolta nella mattinata del 16 luglio, in piazza Duomo a Milano, la manifestazione regionale unitaria, organizzata da Feneal Uil, Filca Cisl e Fillea Cgil contro le morti sul lavoro nei cantieri. Gli incidenti mortali sono in continuo aumento in Lombardia e non soltanto nella filiera delle costruzioni; le ultime due morti sul lavoro si sono verificate proprio pochi giorni fa. Una manifestazione sostenuta anche dalle segreterie confederali lombarde di Cgil Cisl Uil, che avevano dedicato la festa del 1° Maggio proprio al tema della sicurezza. Ad intervenire dal palco, a nome dei tre sindacati confederali, è stato Danilo Margaritella, segretario generale della Uil Milano Lombardia.

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<<I dati sulla sicurezza sul lavoro somigliano a un bollettino di guerra; la manifestazione di oggi – ha ricordato Margaritella – non vuole essere soltanto di denuncia e protesta che sono doverose ma anche di proposta>>. Il leader della Uil ha ricordato alcune buone prassi che vanno estese a tutto il territorio, come ad esempio il protocollo firmato lo scorso aprile in Prefettura a Milano o il Codice Appalti condiviso dai sindacati con il Comune di Milano. <<Spesso – ha proseguito Margaritella – i protocolli contengono grandi principi che però non trovano applicazione concreta nella realtà; dobbiamo dare gambe a questi documenti, il che significa investimenti e risposte concrete sulla sicurezza sul lavoro. Solo così onoreremo davvero la memoria dei caduti sul lavoro>>.

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Contrasto al lavoro nero, applicazione dei contratti e aumento dei controlli e delle sanzioni per chi non rispetta le leggi, ma anche formazione certificata e di qualità e l’introduzione di un sistema che premi le aziende che si impegnano concretamente e tendono all’obiettivo degli “infortuni zero”; queste le proposte del sindacato. <<Lavoratori e sindacati come sempre sono pronti a fare la propria parte – ha concluso il segretario generale della Uil Milano Lombardia – ci attendiamo altrettanto da aziende e istituzioni; si evitino insomma sgradevoli “lacrime di coccodrillo” e non ci si trinceri dietro le solite scuse>>.