Nuova morte sul lavoro in Lombardia.
TRAGEDIA A BINASCO: UIL TRASPORTI LOMBARDIA E UIL LOMBARDIA DICONO BASTA AGLI “OMICIDI SUL LAVORO”. NECESSARIO INTRODURRE IL REATO, POTENZIARE ISPEZIONI E FORMAZIONE
Milano 17 giugno 2026 – L’ennesima gravissima tragedia che colpisce il mondo del lavoro e del settore dell’igiene ambientale in Lombardia con la morte di un giovane lavoratore di 38 anni, dipendente della Sasom porta la UIL Lombardia e la UIL Trasporti Lombardia a prendere ancora una volta una dura e netta posizione.
Così, mentre si esprime il più profondo e commosso cordoglio, per la perdita del lavoratore, si denuncia una situazione ormai insostenibile verso la quale si ribadisce sempre di più la necessità un intervento davvero forte da parte delle istituzioni.
“Non possiamo e non dobbiamo più considerare – dichiara il Segretario Generale di UIL Trasporti Lombardia Carmelo Minniti – queste tragedie come semplici incidenti o tragiche fatalità. Davanti alla perdita di un lavoratore di trentotto anni, rimasto schiacciato all’alba mentre garantiva un servizio essenziale alla comunità, la nostra voce si alza ferma e indignata: siamo di fronte a veri e propri ‘omicidi sul lavoro’. È giunto il momento di dire basta con assoluta fermezza. Da oltre 3 anni portiamo avanti la campana voluta dalla UIL Nazionale Zero Morti sul lavoro. L’impegno del sindacato è sempre più forte, ma dov’è quello delle istituzioni?”, dichiara il Segretario Generale di UIL Trasporti Lombardia.
<<Come UIL – interviene il segretario confederale Uil Lombardia Vittorio Sarti – ribadiamo con forza che la sicurezza non può essere trattata come un costo aziendale o una formalità burocratica, bensì come un diritto inalienabile e prioritario di ogni cittadino. Per fermare questa strage silenziosa, il sindacato chiede un cambio di passo immediato e strutturale alle istituzioni e agli organi competenti>>:
Uil Lombardia e Uil Trasporti Lombardia chiedono fermamente l’Introduzione del reato di omicidio sul lavoro perché ritengono che sia indispensabile dare una risposta legislativa severa che introduca nel codice penale una fattispecie specifica per chi, violando le norme sulla sicurezza, provoca la morte di un lavoratore. L’impunità o le sanzioni puramente amministrative non sono più tollerabili.
E ancora il potenziamento drastico delle ispezioni, incrementando capillarmente il numero degli ispettori del lavoro e i controlli nei cantieri, sulle strade e nei siti aziendali della Lombardia. Le verifiche sulla corretta applicazione dei protocolli di sicurezza e l’efficienza dei mezzi di lavoro devono essere costanti e preventive, non successive alle tragedie.
E non ultimo, secondo tutta la UIL, serve aumentare gli investimenti reali nella formazione perché la formazione sulla sicurezza deve essere continua, di alta qualità, accessibile a tutti i lavoratori — inclusi i lavoratori di origine straniera — e strettamente integrata nei processi operativi quotidiani, per garantire una reale cultura della prevenzione del rischio.
In attesa che le autorità competenti facciano piena luce sulla dinamica e sulle responsabilità dell’accaduto, la UIL Lombardia con la UIL Trasporti sono pronte a mobilitarsi e a mettere in campo ogni azione di protesta per mettere fine a queste stragi.


