Lavoro in Lombardia
QUASI IL 98% DEI LAVORATORI E’ COPERTO DA CCNL. OLTRE IL 35% I CONTRATTI SCADUTI E NON RINNOVATI
Salvatore Monteduro: “I contratti veri reggono il lavoro in Lombardia. Basta dumping contrattuale e basta ritardi nei rinnovi”
In Lombardia su 3.183.750 lavoratori e lavoratrici, ben 3.117.296, pari al 97,9%, risultano coperti da CCNL tra i cui firmatari compare almeno una tra CGIL, CISL o UIL. Nella Città Metropolitana di Milano la quota è sostanzialmente identica: 1.551.646 lavoratori e lavoratrici su 1.587.124, pari al 97,8%.. Ciò significa che il lavoro privato, non dirigente, si regge in misura schiacciante sui contratti collettivi realmente diffusi e riconducibili all’area sindacale confederale. E questo è il dato politico e sociale che emerge con chiarezza dall’analisi realizzata dalla UIL Lombardia su dati e report CNEL.
Ma non vuol dire che tutti i contratti si equivalgono. Ci sono contratti che reggono davvero il mercato del lavoro, che coprono milioni di persone, che sono radicati nei settori produttivi e nei servizi. E ci sono invece contratti marginali, deboli o peggiorativi, che rischiano di essere utilizzati per comprimere salari, diritti e tutele.
<<Questi dati – evidenzia Salvatore Monteduro, Segretario UIL Lombardia – dicono con chiarezza che la contrattazione collettiva che regge davvero il lavoro in Lombardia è quella riconducibile ai contratti firmati da CGIL, CISL e UIL o comunque alla loro area contrattuale. Continuare a far finta che tutti i contratti abbiano lo stesso valore significa chiudere gli occhi davanti alla realtà. E la realtà è che il dumping contrattuale non è una discussione teorica: è un meccanismo che può abbassare salari, indebolire diritti e peggiorare la qualità del lavoro>>.
Nell’analisi UIL Lombardia si evidenzia anche un secondo elemento di forte preoccupazione: lo stato dei rinnovi contrattuali. In Lombardia i lavoratori e le lavoratrici coinvolti in CCNL scaduti al 31 dicembre 2025 sono 1.130.471, pari al 35,5% del totale del settore privato non dirigente. A Milano i lavoratori e le lavoratrici interessati sono 478.826, pari al 30,2%.
Non si tratta di un dettaglio tecnico. Vuol dire che oltre un terzo del lavoro privato non dirigente lombardo è collocato in contratti già scaduti. E in alcuni casi la vacanza contrattuale dura da molto tempo.
Nel rapporto UIL Lombardia si segnala, ad esempio, il caso del contratto del personale non medico degli IRCCS e delle strutture sanitarie ospedaliere Aiop e Aris, scaduto il 31 dicembre 2018, con una vacanza contrattuale di 86 mesi al 26 marzo 2026.
<<Quando un contratto resta fermo troppo a lungo – prosegue Monteduro – il problema non è solo formale. Vuol dire salari che non si aggiornano, tutele che restano ferme, condizioni di lavoro che non tengono il passo con il costo della vita e con i cambiamenti dell’organizzazione del lavoro. E questo è ancora più grave quando riguarda settori delicati come la sanità privata, la cooperazione sociale, i servizi e il lavoro somministrato>>.
Il tema della rappresentatività contrattuale e quello dei rinnovi si tengono insieme. Da una parte, infatti, bisogna impedire che il mercato del lavoro venga frammentato da contratti che fanno concorrenza al ribasso. Dall’altra, bisogna pretendere che i contratti realmente rappresentativi vengano rinnovati in tempi coerenti con la tutela del potere d’acquisto, con l’aggiornamento delle classificazioni e con l’evoluzione del lavoro.
“Il punto è netto. La Lombardia– conclude Monteduro – non può essere una regione dove si fa competitività abbassando il valore del lavoro. Servono contratti realmente rappresentativi e servono contratti tempestivamente rinnovati. È una questione di salari, di dignità del lavoro, di qualità dei servizi e di correttezza della concorrenza tra imprese andando a contrastare necessità il dumping contrattuale e rafforzando la coerenza tra attività svolta e contratto applicato e andando a sollecitare il rinnovo dei CCNL scaduti, soprattutto nei casi in cui il ritardo si trascina ormai da anni. Aspetto questo che vale ancora di più quando si parla di appalti, di accreditamenti, di convenzioni e di utilizzo di risorse pubbliche con la urgente necessità di contrastare il dumping contrattuale, rafforzare la coerenza tra attività svolta e contratto applicato e sollecitare il rinnovo dei CCNL scaduti, soprattutto nei casi in cui il ritardo si trascina ormai da anni>>.



