28 aprile: “La sicurezza sul lavoro sia priorità quotidiana”
In occasione della Giornata mondiale per la salute e la sicurezza sul lavoro, la UIL Lombardia richiama con forza l’attenzione sulla necessità di politiche che mettano al centro la vita, la salute e la dignità delle lavoratrici e dei lavoratori.
“La sicurezza sul lavoro continua ad essere considerata un costo da comprimere e non un diritto fondamentale da garantire”, dichiara Eloisa Dacquino, Segretaria Confederale UIL Lombardia. I dati INAIL riferiti al 2025 confermano che l’emergenza sicurezza in Lombardia resta aperta. Le denunce di infortunio sono state 110.873 (+0,75% sul 2024), di cui 164 con esito mortale, 5.011 le malattie professionali (+17,08%). Nei primi due mesi dell’anno sono già 17.797 le denunce di infortunio, 19 gli eventi mortali, 875 le malattie professionali e 3.751 gli infortuni che hanno coinvolto gli studenti. “Dietro questa triste primazia non ci sono fatalità ma responsabilità precise, che troppo spesso si traducono in impunità”.
Per la UIL Lombardia occorre intervenire con investimenti mirati sul sistema di prevenzione nel complesso, potenziando controlli e personale. “È tempo che le imprese si assumano responsabilità in tema di formazione, organizzazione del lavoro, applicazione della normativa a tutela della salute e sicurezza sul lavoro in ogni ambito produttivo. È tempo che Regione Lombardia affronti la dimensione del rischio e degli infortuni con interventi e strumenti mirati ed efficaci”.
“Il lavoro non può essere il luogo in cui si misura il prezzo della competitività scaricandolo sulla pelle delle lavoratrici e dei lavoratori – continua Dacquino – È inaccettabile che in Lombardia continuino a trovare spazio zone grigie, falsa formazione, modelli produttivi fondati sul massimo ribasso, sulla precarietà, che mettono quotidianamente a rischio la vita delle persone. Per fermare infortuni e morti sul lavoro servono prevenzione, impegno concreto delle imprese nel garantire ambienti di lavoro sicuri, controlli, legalità e scelte politiche conseguenti. La salute e la sicurezza sul lavoro sono un diritto fondamentale e un indicatore di civiltà. Il punto non è richiamarne il valore una volta l’anno, come in questa Giornata, il punto è decidere se lo si vuole difendere davvero questo diritto, intervenendo sulle cause che continuano a produrre insicurezza, sfruttamento, morti sul lavoro” conclude Eloisa Dacquino.


