Sanità in Lombardia in crisi

“NO A UNA GESTIONE RAGIONIERISTICA DELL’EMERGENZA. SERVONO INVESTIMENTI SU PERSONALE, TERRITORIO E LISTE D’ATTESA”

Le notizie emerse sulla situazione di bilancio della sanità lombarda destano forte preoccupazione. In un sistema già sotto stress, sarebbe grave se le difficoltà contabili finissero per tradursi in un rallentamento delle assunzioni, in nuovi vincoli alla spesa o in un ulteriore indebolimento della capacità di risposta ai bisogni di salute dei cittadini.

La realtà è sotto gli occhi di tutti: liste d’attesa ancora troppo lunghe, difficoltà nell’accesso a prestazioni ambulatoriali e ricoveri, servizi territoriali in affanno e operatori sanitari sottoposti da anni a carichi di lavoro sempre più pesanti. È grazie al loro impegno quotidiano se il sistema continua a reggere, ma non si può pensare di andare avanti chiedendo sempre di più a chi è già al limite.

<<Il diritto alla salute non può essere piegato alle sole compatibilità di bilancio – evidenzia Salvatore Monteduro, Segretario UIL Lombardia – la sanità lombarda ha bisogno di investimenti veri, soprattutto sul capitale umano. Servono assunzioni, valorizzazione professionale e salariale, rafforzamento della medicina territoriale e un piano serio per abbattere le liste d’attesa>>

Uno dei nodi centrali resta la scarsa attrattività del settore sanitario, aggravata da salari non adeguati, condizioni di lavoro difficili e crescente disaffezione dei giovani verso le professioni sanitarie. A questo si aggiungono le difficoltà nell’attuazione dei progetti PNRR sulla medicina territoriale: senza personale sufficiente, il rischio è quello di avere strutture previste sulla carta ma non pienamente funzionanti nella realtà.

<<Va bene riqualificare la spesa, ma bisogna avere il coraggio di dire dove intervenire –  prosegue Monteduro  – No al ricorso ordinario ai gettonisti, sì invece alla valorizzazione del personale dipendente del pubblico e, per gli erogatori privati accreditati, al vincolo del rinnovo dei contratti collettivi nazionali scaduti da anni>>.

Il sottofinanziamento del Servizio sanitario nazionale, per la UIL, resta un nodo strutturale: l’Italia continua a destinare alla sanità una quota di PIL inferiore a quella di altri grandi Paesi europei, mentre i bisogni sanitari crescono. La sanità lombarda non ha bisogno di austerità. Ha bisogno di scelte politiche chiare, di risorse adeguate e di un investimento forte sul lavoro di cura, sulla sanità territoriale e sul diritto universale alla salute.