Sicurezza Lavoro: la Lombardia approva la legge regionale sulla formazione

Eloisa Dacquino:“Passo avanti atteso. Ora attuazione rapida”

Il Consiglio regionale della Lombardia ha approvato stamani la legge  “Disposizioni inerenti alla formazione in tema di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro e modifiche all’art. 60 quater della l.r. 33/2009” (PDL 132), che introduce una serie di novità significative tra le quali l’istituzione di un elenco regionale dei soggetti formatori in tema di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, ulteriori requisiti rispetto a quanto previsto dall’accordo Stato-Regioni, una piattaforma informatica per la tracciabilità dei corsi di formazione, un sistema sanzionatorio specifico in caso di violazioni. Un passaggio importante, che interviene su un elemento cardine del sistema di prevenzione dei rischi.

«Oggi si approva una legge che può rimettere ordine in un terreno dove troppo spesso si registrano opacità e falsi attestati, che rendono inefficaci la tutela di lavoratrici e lavoratori e penalizzano enti e imprese corretti – dichiara Eloisa Dacquino, Segretaria Confederale UIL Lombardia –. La formazione o è commisurata ai rischi, verificabile e tracciabile, oppure è solo burocrazia. E la burocrazia non previene gli infortuni».

La UIL Lombardia rivendica il lavoro portato avanti in questi mesi di confronto istituzionale iniziato di seguito alle proposte presentate  nel corso dell’iniziativa unitaria regionale organizzata nel maggio 2024 insieme a Cgil e Cisl Lombardia  in materia di formazione .

Questa legge – prosegue Dacquinova nella direzione giusta perché mette al centro trasparenza e responsabilità. È l’inizio, non il traguardo. Il punto, adesso, è far partire subito la macchina attuativa, con atti che siano coerenti con gli impegni assunti con il Protocollo sottoscritto nel luglio 2025. Se questi passaggi si allungano o si annacquano, la legge rischia di restare una cornice».

«Da oggi – conclude DacquinoRegione Lombardia ha una responsabilità in più, quella di renderla operativa. Noi abbiamo contribuito con proposte specifiche e continueremo a presidiarne l’attuazione, chiedendo fin d’ora tempi certi e un confronto continuo. Perché l’obiettivo non è avere una norma in più ma rendere efficace il sistema di prevenzione, garantire trasparenza, rispetto dei requisiti, tracciabilità e qualità della formazione erogata.  Ed è esattamente ciò che serve in una regione che non può continuare a contare il primato  di morti e infortuni sul lavoro come fossero inevitabili».