Olimpiadi e Caro affitti: gli extraprofitti arrivino anche ai lavoratori
Enrico Vizza: “Nessuno mette in discussione il valore dei grandi eventi, ma è fondamentale che la ricchezza prodotta non si fermi solo ai vertici, ma serve a integrare i salari dei lavoratori. Quale patto per il lavoro del comune di Milano per i lavoratori e le forze dell’ordine?
Mentre i riflettori sono puntati sul successo e l’attrattività delle Olimpiadi, emerge una questione centrale legata all’etica del lavoro e alla sostenibilità sociale su cui la UIL Lombardia pone un interrogativo preciso: che fine fa il surplus generato dall’impennata dei prezzi delle strutture ricettive (e non solo)? Come cambiano i salari dei lavoratori davanti a questo?
Se una camera d’albergo triplica (e in alcuni casi quadruplica) il proprio prezzo rispetto ai periodi ordinari, è inevitabile chiedersi chi benefici davvero di questo incremento. E soprattutto: una parte di questi ricavi viene redistribuita anche a favore di chi garantisce operativamente il servizio, come dipendenti, addetti alla reception e personale delle pulizie che possono così integrare i propri salari?
Le indagini disponibili mostrano che il fenomeno è tutt’altro che marginale. A Milano, le variazioni tariffarie indicano un incremento dei prezzi degli hotel fino a circa +120% rispetto ai periodi ordinari, e fino a +162% rispetto alle settimane immediatamente precedenti l’evento.
Nelle località alpine, l’aumento risulta ancora più marcato: a Livigno i rincari medi per un weekend nel periodo olimpico si collocano oltre il +100%, con picchi superiori al +150%, mentre nell’area di Bormio/Valtellina gli incrementi possono superare il +120% nei periodi di massimo afflusso.
Per la UIL si deve andare oltre la narrazione del successo economico e analizzare davvero l’impatto reale sui lavoratori. Se una stanza passa da un prezzo medio di 200 euro a oltre 450 euro durante la settimana olimpica, è lecito chiedersi se una parte di questa “eccedenza” venga destinata a chi sostiene ritmi di lavoro intensificati dall’evento.
<<Nessuno – sottolinea il Segretario Generale UIL Lombardia Enrico Vizza – mette in discussione il valore dei grandi eventi, ma è fondamentale che la ricchezza prodotta non si fermi solo ai vertici. Se una stanza costa il doppio, vorremmo sperare in un sistema che contribuisca anche al benessere del dipendente, garantendo magari anche solo piccoli riconoscimenti quotidiani che facciano sentire il lavoratore parte integrante del successo aziendale. Davanti a questo mi domando se sia stata definita una contrattazione di II livello per i dipendenti che hanno partecipato attivamente alla gestione del picco di affluenza. Non vogliamo offrire una critica sterile, ma la promozione di un modello di ospitalità più equo, dove il profitto generato dall’eccezionalità dell’evento possa ricadere, anche in minima parte, su chi ne è il motore umano. Si parla di lotta al lavoro povero e al diritto di salari dignitosi, mi pare che questa sia l’occasione per mettere in atto quello che da più parti si sottolinea>>.
Ma Vizza va oltre e pensa anche a chi in un periodo di vacche grasse rischia invece di essere penalizzato o addirittura costretto alla chiusura.
<<E non dimentichiamo – conclude Vizza – categorie come le Forze dell’Ordine, che oltre a garantire sicurezza spesso affrontano situazioni violente e di guerriglia urbana, o i piccoli imprenditori che stanno pagando il prezzo logistico dei Giochi. Penso agli esercizi commerciali in ‘Zona Rossa’, con attività sospese o drasticamente limitate per motivi di sicurezza o per l’impossibilità fisica di accesso da parte dei clienti. Ma anche ai lavoratori autonomi e a chiamata, come collaboratori che hanno visto cancellate le proprie prestazioni a causa dei blocchi stradali o della chiusura temporanea di cantieri e uffici. Chi pensa anche a queste categorie?>>.


