Innovazione e produttività
All’incontro con la politica, presso il circolo Matteotti di Milano, l’intervento del Segretario Generale Uil Lombardia Enrico Vizza sui temi di Innovazione, Produttività, Europa, Salari e Giovani
“I processi decisionali, che sono in capo all’azienda devono essere armonizzati con le rappresentanze dei lavoratori. Dobbiamo riuscire attraverso il lavoro di qualità a parlare ai giovani. Chiediamo contratti e salari dignitosi con più contrattazione di secondo livello e una nuova stagione di relazioni sindacali>>
Siamo già nella quarta rivoluzione industriale. Una integrazione di sistemi fisici, digitali e biologici, che stanno trasformando radicalmente i processi produttivi e industriali. Di questo è altro si è discusso a Milano al CIRCOLO MATTEOTTI dove la politica nazionale ha incontrato i Sindacati per un confronto sul campo su temi concreti e vissuti quotidianamente. E parlare di Innovazione e produttività, dopo due anni di mancata crescita, non è facile. Senza tralasciare i dazi, i costi energetici e le politiche industriali europee che dovrebbero essere trattate in maniera strutturale con il Governo nazionale.
Temi importanti a cui si aggiunge l’intelligenza artificiale che non arriverà, ma è già presente nelle vite private e lavorative dei cittadini italiani e lombardo. E davanti a questo che sta portando una maggiore efficienza, personalizzazione e flessibilità nella produzione la Uil si chiede come si intende governare il ruolo del capitale umano. Aspetto questo che proprio a livello nazionale la UIL sta trattando proprio con il gruppo dirigente per essere in grado di dare valorizzazione alle persone perché i lavoratori non devono avere due datori di lavoro, il titolare che sia l’AD o il direttore e la IA.
<<I processi decisionali, che sono in capo all’azienda – ha evidenziato il Segretario Generale Uil Lombardia Enrico Vizza – devono essere armonizzati con le rappresentanze dei lavoratori. Anche per promuovere validi strumenti di formazione continua per una crescita professionale e affrontare le sfide globali soprattutto in un panorama italiano dove oltre il 90 % delle aziende è tra 1 e 9 dipendenti, è caratterizzato da una forte presenza di aziende a conduzione familiare. Per questo riteniamo sia fondamentale e indispensabile una nuova stagione di relazioni industriali capace di portare il governo e l’Europa a definire misure utili alle imprese e ai lavoratori. E in questa direzione servono investimenti e infrastrutture per un uso diffuso e capillare delle nuove tecnologie, rendendo le aziende più competitive partendo Contrattazione Collettiva e gli strumenti collegati. Aspetti su cui né il governo, né l’Europa, sembrano pronti a dare il loro contributo>>.
Il numero uno della UIL Lombardia è poi entrato nel merito parlando anche di contrattazione pensando anche ai giovani. << Dobbiamo riuscire -– continua Vizza – attraverso il lavoro di qualità a parlare ai giovani. Negli ultimi 12 anni oltre 600 mila persone tra i 18 e 34 anni hanno abbandonato l’Italia per andare ad operare all’estero. Crediamo fermamente che la contrattazione e gli strumenti ad essa collegata possano garantire una prosecuzione dei processi partecipativi dei lavoratori per il tramite delle rappresentanze Sindacali e Datoriali. Abbiamo tutto il sistema bilaterale previsto dalla contrattazione collettiva che a nostro avviso dovrebbe essere il vero patner di una regione in tema di formazione, continua, nuove competenze, ambiente e sicurezza. Perché è bene ricordare che un’occupazione in crescita non basta se manca la qualità del lavoro. E proprio per questo non dobbiamo mai dimenticare il tema dei rinnovi contrattuali nazionali dignitosi, e il rafforzamento della contrattazione di II Livello>>
Aspetto su cui la UIL Lombardia insiste molto (ha scritto anche al Presidente della Regione Fontana in merito) ricordando, in conclusione, che in Lombardia oltre il 38% dei lavoratori lombardi percepisce meno di 20.000 euro lordi annui, e più del 52% non supera i 25.000 euro. <<A gran voce stiamo chiedendo di esercitare una maggiore contrattazione collettiva di secondo livello, con un impegno di Regione Lombardia per garantire un maggior potere d’ acquisto. Il Rapporto Annuale 2025 dell’Istat dimostra che l’Italia è ferma su un modello economico che non valorizza il lavoro. I Salari reali restano ancora troppo bassi con una produttività che arretra. Queste sono due fragilità strutturali che continuano a frenare il Paese, alimentando disuguaglianze, precarietà e mancanza di prospettive per milioni di lavoratrici e lavoratori>>.