Dai cantieri al food delivery illegalità diffusa

All’esito della riunione del Tavolo di coordinamento permanente e del gruppo di lavoro su sicurezza sul lavoro e lavoro sommerso istituito presso la Prefettura di Milano è emerso un dato che riteniamo  grave” , dichiara Eloisa Dacquino, Segretaria confederale UIL Lombardia: “a Milano dilagano le false attestazioni di idoneità sanitaria. Un fenomeno che ci preoccupa molto e che purtroppo fa il paio con le false attestazioni sulla formazione in materia di sicurezza sul lavoro, che rappresentano ancora una delle violazioni maggiormente accertate. L’attività di vigilanza congiunta condotta nel 2025  evidenzia poi che circa il 50% delle imprese ispezionate nei cantieri risulta irregolare, per violazioni in materia di sicurezza sul lavoro insieme a ore non registrate, contribuzione fittizia e lavoro nero”.

Se l’idoneità sanitaria e la formazione risultano oggetto di attestazioni irregolari, la prevenzione viene compromessa alla radice, lavoratrici e lavoratori vengono esposti ad attività lavorative senza garanzie e requisiti reali di tutela , aumentando il rischio di infortuni e malattie”, prosegue Dacquino. “E quando un’impresa su due è irregolare, non è un problema di singole aziende, siamo in presenza di illegalità diffusa che si regge anche  su catene di appalti e subappalti in cui spesso si riducono risorse e presidi di prevenzione, con effetti immediati sulla sicurezza”.

Il quadro di illegalità non è un caso isolato o circoscritto alle imprese operanti nei cantieri. Si riflette anche nel food delivery, dove le indagini della Procura di Milano stanno facendo emergere forme di sfruttamento e intermediazione opaca, in un settore in cui migliaia di lavoratori operano senza dignità, senza adeguate tutele di sicurezza e con retribuzioni al ribasso.

Il Protocollo d’intesa per la regolarità e la sicurezza del lavoro nel settore delle costruzioni e delle infrastrutture sottoscritto in Prefettura a Milano nel 2022 non può restare una cornice”, conclude Dacquino “Serve un salto di qualità: potenziamento dei controlli, verifiche sul rilascio di idoneità e attestati, tracciabilità e responsabilità lungo tutta la filiera. E piani di prevenzione che siano realmente mirati ed efficaci, perché oggi purtroppo lo scenario delineato indica il contrario, le illegalità riscontrate sono soprattutto nelle piccole e medie imprese e il numero di morti e infortuni sul lavoro a Milano e provincia, così come in Lombardia, ci consegna una fotografia allarmante e inaccettabile, che impone di rivedere modelli e azioni”.