Lavoro, sicurezza, legalità. Dal codice degli appalti all’abusivismo edilizio

UN EVENTO PROGRAMMATO CHE ARIVA DOPO LA STRAGE DI BRANDIZZO E DI ALTRI 7 LAVORATORI CHE HANNO PERSO LA VITA SUL LAVORO, IGNORATI DALLA POLITICA

Un convegno organizzato da UIL Lombardia e Feneal UIL presso ESEM-CPT Ente Bilaterale Formazione Sicurezza alla presenza di Politici, Giuristi e Magistrati  

Milano 08 settembre 2023 – In meno di una settimana sono stati 12 i morti sul lavoro. 5 a Brandizzo e sette nei giorni successivi. Decessi che la politica, dopo la passerella piemontese, pare peraltro aver rimosso.

Da tempo la Uil chiede, insieme all’assunzione di personale addetto ai controlli e ad un inasprimento di questi, una procura speciale per gli incidenti sul lavoro e il reato di omicidio sul lavoro anche alla luce del fatto che molto spesso dietro un incidente si nasconde un illecito o l’infiltrazione della criminalità organizzata.

 

  • Si continua a morire nei cantieri e nei luoghi di lavoro nonostante l’importante lavoro degli enti bilaterali. E’ colpa del profitto ad ogni costo?
  • Sono sufficienti i controlli?
  • Manca un’attenzione in materia di lavoro, sicurezza, legalità e infiltrazioni mafiose da parte del Ministero degli Interni sui progetti PNRR a differenza dell’evento EXPO 2015?
  • In tema di legalità ci si chiede cosa sarebbe accaduto se ci fosse stata un’impalcatura attorno alla Torre dei Moro con operai che lavoravano sulla facciata?
  • E ancora. PTCO Come possiamo costruire percorsi che offrano efficacia nell’inserimento lavorativo, invoglino aziende e scuole a servirsene rispettando i diritti all’integrità fisica?
  • Assistenza ai lavoratori e alle famiglie che subiscono infortuni con il Patronato ITAL UIL .
  • Cause giudiziarie su lavoro irregolare e mancate misure di sicurezza, come siamo messi?
  • Una procura speciale chiede la UIL con Magistrati che si occupano di diritto del lavoro e sicurezza?

Questi sono solo alcuni dei quesiti che sono scaturiti dall’evento di oggi, voluto da UIL Lombardia e Feneal Uil Lombardia anche in vista dei fondi del PNRR e delle opere ad esso collegato non ultimo le Olimpiadi Milano Cortina 2026, si inserisce nell’ ambito della campagna UIL #ZEROMORTISULAVORO. Domande a cui, dopo una introduzione della Segretaria Confederale Uil Lombardia Eloisa Dacquino, hanno provato a dare risposte e soluzioni, sotto la moderazione del Segretario Generale UIL Lombardia Enrico Vizza, l’Onorevole Paola Frassinetti, sottosegretaria al ministero dell’istruzione e del merito, Marina Petruzzella, Pubblico Ministero della Procura della Repubblica di Milano e Bruno Giordano magistrato di cassazione e già direttore INL.  Insieme a loro il Segretario Generale Lombardia Feneal Uil Riccardo Cutaia, l’avvocato specializzato in cause di lavoro Marco Favara e il Coordinatore regionale Ital Roberto Fontana.

Enrico Vizza – Segretario Generale UIL Lombardia

<< Questo evento per noi era un dovere morale verso chi ha perso la vita e chi è rimasto invalido. Mille morti l’anno 700.000 infortuni. 97 quelli mortali dall’inizio dell’anno solo in Lombardia. Si scrivono infortuni, ma si chiamano stragi sul lavoro. Davanti a questo, la media di tre morti al giorno. Sembra quasi una normalità che nei luoghi di lavoro si debba subire un infortunio. Davanti a questo noi pretendiamo che si tolgano dal mercato le aziende che non rispettano le regole e rilanciamo le nostre proposte: l’istituzione subito di una procura speciale che si occupi di morti sul lavoro e reati sul lavoro e l’introduzione del reato di omicidio sul lavoro. E non dimentichiamoci che oltre ai morti dobbiamo fare i conti con le invalidità che sono dei killer silenziosi e pazienti. Noi continueremo questa nostra battaglia sperando di trovare alleanze nella politica, nei rappresentanti delle istituzioni così come negli organi ispettivi>>

 

Marina Petruzzella – PM presso la Procura della Repubblica di Milano

<<Parlare di sicurezza dei cantieri mi porta citare il caso concreto della Torre dei Moro. Una costruzione che era stata spacciata come il top dei top. Peccato che la tecnica costruttiva e materiali erano altamente insicuri e inadeguati. Consideriamo inoltre il fatto che i costruttori ora non lo sono più, ma investitori che appaltano poi ad altre imprese. Nel caso di specie si è trattata di una vera e propria mancanza delle regole. Più in generale mi rendo conto che ormai si assiste al primato del guadagno a discapito della sicurezza quasi in un modo arcaico che contrasta con l’abc del diritto. Di regole ne abbiamo in sovrabbondanza ma le si devono far rispettare ed essere efficienti. Dobbiamo avere un apparato che le renda efficienti e funzionali. Si deve essere risoluti nel pretendere le regole e il sindacato può avere una posizione privilegiata che non ha magari dei lacci particolari>>.

Bruno Giordano – Magistrato di Cassazione già direttore INL

<<Quando c’è un infortunio si pensa sempre che ci sia una parte di colpa del lavoratore. Proviamo a ribaltare il tema e pensiamo a quando c’è un incidente stradale. Li non si da la colpa al pedone. La differenza tra i due tipi di omicidio è il profitto. In questo mese di agosto ci sono stati 80 morti sul lavoro. Se noi avessimo la Mafia che uccide una persona al giorno e ne ferisce una al minuto avremmo l’esercito ad ogni angolo. Ad ogni strage I governi vogliono cambiare le norme. Lo facciano. Un ragazzo a Napoli è stato ucciso e si è subito fatto un decreto. Perché la ministra Calderone non fa un decreto sui morti del lavoro? Ricordiamoci che il tema della sicurezza sul lavoro è un tema di sicurezza pubblica. Proviamo a ripensare alla strage del Mottarone. Tutti si ricordano della vicenda del bambino ebreo ma nessuno si ricorda che sono morte 14 persone. Lo stesso che sta succedendo con Brandizzo. Il mondo del lavoro si sta svuotando delle tutele. La precarietà del lavoro produce lavoro nero e grigio che portano all’illecito che a sua volta produce inevitabilmente la carenza di sicurezza. Il problema è che le norme ci sono. Dobbiamo applicarle se no continueremo a pagare un costo di PIL in sicurezza pari al 3,6%>>.

Paola Frassinetti – Sottosegretaria al Ministero dell’Istruzione

<<Purtroppo ci sono stati morti anche durante la PTCO. Preme tantissimo la tematica della sicurezza con la modifica della PTCO rispetto a come era stata prevista all’origine. Gli studenti non devono essere lasciati soli nelle aziende. Abbiamo intenzione di istituire un tutor negli istituti che segua i ragazzi e li orientino proprio sul tema della sicurezza. Abbiamo previsto che ci sia anche una tutela assicurativa per gli studenti in PTCO oltre all’obiettivo di costituire un registro in Camera di Commercio per qualificare davvero le aziende che devono essere frequentate dagli studenti. E poi si deve puntare sull’educazione civica e c’è una proposta di legge per introdurre la formazione sulla sicurezza fin dalla scuola. Questo pacchetto di interventi può rappresentare un primo passo concreto per combattere questa piaga>>.

Riccardo Cutaia – Segretario Generale Feneal Uil Lombardi

<<E’ necessario e importante mettere a confronto le esperienze quando si fanno delle proposte. Noi non parliamo a suon di  slogan e il fatto che oggi ci siano così tante federazioni dimostra che la sicurezza sul lavoro è la priorità che noi perseguiamo ogni giorno. Si devono prendere provvedimenti per mettere in atto al più presto tutte le misure per evitare queste stragi quotidiane. Smettiamola con l’assurda realtà di guerra che viviamo ogni giorno quando un lavoratore si alza per non sapendo se farà ritorno a casa. Se pensiamo ai morti è come se ogni anno sparisse un piccolo paese italiano. Ed è venuto il momento di dire davvero basta a questa strage. Il profitto ad ogni costo non si può perseguire a scapito dei lavoratori. Questa deve essere la vera giustizia sociale>>.

CONVEGNO FENEALUIL SULLA LEGALITA’ E LA SICUREZZA NEI LUOGHI DI LAVORO

Eloisa Dacquino – Segretaria Confederale Uil Lombardia

<<Di lavoro si continua a morire. E’ un attacco alla convivenza civile quella che si consuma ogni giorno. Tutti i morti ci rendono un paese incivile e confermano come le norme sulla sicurezza sul lavoro non vengano osservate. Non è fatalità, ma un vero omicidio. Da anni chiediamo interventi strutturali e nessun provvedimento drastico e concreto è stato adottato. La saluta e sicurezza rappresenta una battaglia di civiltà,  il nostro tema cardine. In Lombardia lo scorso anno si sono registrate oltre 130 mila denunce di infortunio e 177 morti. Vogliamo arrestare questo trend. Riteniamo che si debba rafforzare il sistema dele sanzioni, implementando le assunzioni nella vigilanza e controllo e investendo sulla formazione on the job. Queste carenze che riscontriamo collimano con gli abusi, e gli illeciti. Penso ad esempio ai subappalti a cascata che portano alla violazione di norme su salute e sicurezza. Pensiamo ad un tavolo permanente con al procura per monitorare tutta la situazione>>.