Sicurezza sul lavoro e per i cittadini alla vigilia della Olimpiadi

UIL LOMBARDIA: POCA TRASPARENZA DAGLI ENTI LOCALI

 Enrico Vizza: “Continua la mancanza di trasparenza dell’amministrazione comunale di Milano. Apprendiamo ancora una volta della poca attenzione sulla sicurezza nei luoghi di lavoro delle Olimpiadi. Appalti affidati all’ultimo minuto su cui il sindacato non è stato coinvolto, con operatori ai quali non si conoscono quali contratti vengono applicati

 Dai giornali si apprende che alcune installazioni per le Olimpiadi nella città di Milano non sarebbero in sicurezza nè per i lavoratori nè per i cittadini. Un aspetto, questo, che porta la UIL a lanciare un allarme puntando il dito verso l’Amministrazione Comunale, la Fondazione Milano Cortina e gli Enti Locali sulla sicurezza sui luoghi di lavoro.

<<Quanto segnalato dalla stampa su Milano – evidenzia il segretario generale UIL Lombardia Enrico Vizza –, ancorché sia una situazione temporanea rappresenta una situazione ancora più grave perché oltre ai lavoratori si mette a rischio anche l’incolumità dei cittadini>>.

E il Sindacato insiste perché, dopo i due decessi avenuti nei luoghi di lavoro delle Olimpiadi (a Tirano e a Cortina), solo 15 giorni fa, a Livigno, proprio la UIL ha presentato diverse segnalazioni alla ATS per la condizione della guardiania del cantiere olimpico: una struttura costituita da un “bancale e ricoperta da semplice cellophane”, dove al guardiano per scaldarsi, è stata concessa una stufetta elettrica con il cavo che struscia nella neve. E con una temperatura esterna che si aggira mediamente a -15 gradi. Ma anche problematiche per le forze dell’ordine che saranno in servizio nei luoghi olimpici e che in trasferta non sanno dove poter lasciare le proprie attrezzature di servizio.

<<Alla vigilia dei giochi olimpici apprendiamo ancora una volta – continua Vizzadella poca attenzione da parte dell’amministrazione guidata dal Sindaco di Milano Giuseppe Sala, sulla sicurezza nei luoghi di lavoro e negli appalti oltre che per la sicurezza delle persone. Si corre alla firma di protocolli su salute e sicurezza con conferenze stampa e passerelle, e poi ci sono persone che operano in situazioni pericolose per se e per i cittadini, come negli intervertenti sulle Olimpiadi Milano Cortina 2026 segnalati dalla stampa. Ci troviamo di fronte ad appalti affidati all’ultimo minuto, su cui il sindacato non è stato coinvolto, con operatori ai quali non si sa che contratti siano applicati, tra l’altro per la realizzazione di interventi sotto gli occhi di tutti e in aree accessibili al pubblico senza una giusta vigilanza. Speravamo che dal Comune di Milano, dal Sindaco Sala e dalla Fondazione Milano Cortina ci fosse una maggiore attenzione visto i riscontri positivi degli interventi per Expo 2015 di cui proprio Sala era AD. Ma forse questa era solo un’illusione se andando indietro nel tempo ricordiamo che in tema di trasparenza questa amministrazione non ha ancora dato alcuna risposta alla UIL in merito all’appalto della Magnifica Opera magazzini Scala, senza dimenticare ovviamente, il mancato controllo che è stato fatto sulla realizzazione di tutte le opere di riqualificazione con i grattacieli spuntati a Milano.>>.

E proprio questa mancata trasparenza (qualcuno ventila anche di riunioni in cui si stato chiesto ai sindacati e politica locale di non sollevare obiezioni prima e durante le Olimpiadi) porta ora la UIL ad accendere i fari su una serie di situazioni che traggono proprio spunto dagli ultimi fatti che alcune testate giornalistiche hanno riportato.

<<Non siamo assolutamente a conoscenza di quale sia il numero preciso degli infortuni che si sono registrati e ci auguriamo di non doverne riscontrare anche durante l’evento. Ci raccontano che i nostri RLS – conclude Vizzanon riescono ad accedere al portale degli appalti e ci domandiamo se, nonostante i protocolli, le condizioni di lavoro a cui sono sottoposte le persone rispettino contratti e standard stabiliti. Non fa male ricordare che con le olimpiadi la situazione è ancora più grave anche per la presenza di migliaia di volontari a cui hanno fatto una polizza assicurativa ma che non sappiamo se poi faranno attività che dovrebbero essere eseguite da un lavoratore in regola. Tanto gli hanno dato le tute griffate>>.

Leggi l’intervista del Quotidiano LA NOTIZIA