Manifestazioni a Milano, UIL condanna le violenze, attenzione ai disagi
Condanna ferma per ogni violenza. I disordini a Milano siano un campanello d’allarme per affrontare il disagio sociale, il carovita e le periferie
«Condanniamo apertamente e senza esitazioni i disordini e ogni tipo di violenza avvenuti a Milano. È assolutamente legittimo protestare, manifestare e mobilitarsi per far sentire la propria voce, ma tutto ciò non può mai e poi mai trascendere nella violenza». Lo dichiara il Segretario Generale della Uil Lombardia, Antonio Albrizio, intervenendo in merito agli scontri che hanno interessato il capoluogo lombardo nel fine settimana.
Uil Lombardia ribadisce che il sindacato è da sempre al fianco di chi scende in piazza per i propri diritti, con lo sguardo rivolto prioritariamente ai lavoratori e alle persone, rifuggendo da qualsiasi strumentalizzazione politica. La UIL è un sindacato fortemente indipendente, la cui unica politica perseguita è quella sindacale, orientata da sempre alla tutela dei diritti, alla coesione sociale e all’inclusione.
Per la Uil Lombardia, i gravi episodi registrati in città devono in ogni caso far riflettere profondamente sul forte disagio sociale che caratterizza una realtà come Milano, per cui si rende ora necessario allentare la tensione sociale, non alimentarla ma lavorare per individuare e mettere in atto azioni concrete.
«In questi anni l’attenzione – sottolinea Albrizio – e le risorse si sono spesso concentrate sulla visibilità internazionale, facendo lievitare a dismisura il costo della vita e dell’abitare. Il risultato è sotto gli occhi di tutti: famiglie e persone che faticano ad arrivare a metà mese e un’integrazione delle periferie che non è mai realmente avvenuta. Ci si devono porre domande vere e non è possibile semplificare la situazione dando un giudizio superficiale e meramente politico a fini elettorali. Quello di fronte a cui ci troviamo non è un tema da campagna elettorale, ma una questione di dignità e di comunità, che deve essere affrontata senza pregiudizi, riconoscendo soprattutto i limiti di una politica che in questi anni ha diviso e non unito. Un aspetto, questo, che la Uil denuncia con forza già da diversi anni».


