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Andamento dell'economia - 7 dicembre 2011
Andamento dell'economia - 7 dicembre 2011
Segnali negativi dagli indicatori economici.
Qui parliamo di indicatori economici, osservando gli andamenti tendenzialidi diversi indici per cercare di avere un quadro il più possibile realistico dell’economia nel suo complesso; il quadro che emerge non è purtroppo positivo, anzi sembra mostrare una tendenza al peggioramento. Vi ricordo che tutti gli indici qui citati li potete trovare in forma tabellare o di grafico nel solito report indicatori di sintesi aggiornato periodicamente sul nostro sito.
Industria: continua la leggera discesa dei prezzi industriali, che erano stati trascinati verso l’alto dagli aumenti delle materie prime nei mesi scorsi, nell’Area Euro (+5,5% in ottobre dopo il +5,8% di settembre) mentre in Italia in ottobre si confermano stabili al +4,5%; in forte caduta la produzione industriale in Italia (-2,7% in settembre e -4,2% in ottobre) e anche nell’Area Euro comincia a mostrarsi un certo rallentamento (+2,2% a settembre dopo il buon +5,3% di agosto). In Italia brusco calo degli ordinativi, passati dal +10,5% di agosto al -3,6% di settembre, calo dovuto soprattutto al mercato interno (l’estero conserva ancora un +4,3%); il fatturato diminuisce anch’esso dal +12,1% al +1,9%; ancora buono l’andamento della quota estera che comunque scende dal +12,0% al +6,2%.
In diminuzione anche l’export nel suo complesso (dal +10,3% di settembre al +8,4% di ottobre) e l’import (dal +12,5% di agosto al +3,6% di settembre al +1,9% di ottobre).
Ancora male il commercio al dettaglio che, sia in Italia che nella zona Euro, continua ad avere un andamento negativo (-1,5% e -1,6% rispetto a settembre 2010).
Il cambio euro/dollaro, che era giunto a toccare 1,4882 lo scorso 4 maggio, ondeggia ormai attorno a quota 1,35.
In risalita il prezzo del petrolio, salito da 79,20$ al barile del 30 settembre agli attuali 101,47 $ (30/11/2011).
Riprende la corsa del prezzo dell’oro, che dopo aver raggiunto quota 1.900$ l’oncia ai primi di settembre ed essere sceso a 1.654$ (era comunque poco sopra i 500$ cinque anni fa!) si attesta ormai stabilmente su quota 1.750$.
L’Euribor a tre mesi (è il tasso che le banche applicano fra loro per i prestiti trimestrali e che viene preso come riferimento per i mutui a tasso variabile) è tornato a scendere dopo un lungo periodo di stabilità, attestandosi al 30 novembre sul valore di 1,473%.
Continuano a calare pressoché tutti gli indici di fiducia sia a livello europeo che italiano, in particolare l’ESI di Eurostat scende in novembre per la zona Euro a 92,8; gli unici indici in leggera ripresa sono quelli dei consumatori e delle costruzioni, anche se il valore resta molto basso. essendo in pratica tornati sui livelli di inizio 2009!
Particolarmente grave è il perdurare in territorio negativo (-0,20) dell'indicatore €-coin.
L’inflazione in novembre è stabile nell’Area Euro (+3,0%) e in Italia (+3,3%), in discesa a Milano (+3,4%), dove però la core inflation è ormai stabile al 3,1%.
L’indice IPCA medio degli ultimi 12 mesi, ricalcolato al netto degli energetici, che a ottobre era già salito al +2,0%, è previsto in ulteriore crescita, con la possibilità non più così remota di superare la stima prevista per il 2011 (+2,3%).
Mercato del lavoro: continua l’andamento altalenante delle richieste di mobilità in Lombardia risalite in novembre rispetto al 2010; in novembre il dato cumulato dell’anno 2011 segna lo stesso valore del 2010, dopo il +40% del 2009 sul 2008 e il +6% del 2010 sul 2009. in particolare, sono in aumento le mobilità ex L. 236 (+4% rispetto al 2010).
Le retribuzioni dei lavoratori dipendenti a ottobre sono stabili ormai da quattro mesi al +1,7% in un anno (un anno fa era +2,4%), molto al di sotto, quindi, del tasso di inflazione.
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