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Andamento economia 1 novembre 2011
Andamento economia 1 novembre 2011
Ballo sfrenato dei mercati finanziari.
Grazie alle crisi dei debiti sovrani le borse sulle montagne russe guadagnano eriperdono immediatamente quanto avevano faticosamente riguadagnato; perdura l’apprensione verso la sostenibilità del debito pubblico di alcuni paesi, in primis Grecia e Italia.
Industria: continua la decrescita dei prezzi industriali, che erano stati trascinati verso l’alto dagli aumenti delle materie prime nei mesi scorsi, sia nell’Area Euro che in Italia (+5,9% in agosto nella zona Euro e + 4,8% e +4,5% in Italia in agosto e settembre); ritorna a crescere la produzione in Italia (+4,7%) e nell’Area Euro(+5,3%). In Italia riprendono anche gli ordinativi, passati dal +6,0% di giugno al +8,8% di luglio e al +10,5% di agosto; il fatturato cresce dal +3,1% al +7,7% al +12,1%; molto buono anche l’andamento della quota estera sia degli ordini che del fatturato. Cresce anche l’export nel suo complesso (+16,2% in agosto) e l’import (+12,5%).
Ancora male il commercio al dettaglio che, sia in Italia che nella zona Euro, continua ad avere un andamento negativo (-1,0% e -0,3% rispetto ad agosto 2010).
Il cambio euro/dollaro, che era giunto a toccare 1,4882 lo scorso 4 maggio, ondeggia tra quota 1,35 e 1,40.
In risalita il prezzo del petrolio salito da 79,20$ al barile del 30 settembre agli attuali 93,32$.
Riprende la corsa del prezzo dell’oro,che dopo aver raggiunto quota 1.900$ l’oncia ai primi di settembre ed essere sceso a 1.654$ l’oncia (era comunque poco sopra i 500$ cinque anni fa!) supera nuovamente quota 1700$.
L’inflazione in ottobre è stabile nell’Area Euro (+3,0%), in crescita in Italia (+3,4%) e in forte aumento a Milano (+4,2%), dove la core inflation è ormai stabile sopra il 3%.
L’indice IPCA medio degli ultimi 12 mesi, ricalcolato al netto degli energetici, che a settembre era già salito al 1,9%, è previsto in ulteriore crescita con la possibilità non più così remota di superare la stima prevista per il 2011 (+2,3%).
L’Euribor a tre mesi (è il tasso che le banche applicano fra loro per i prestiti trimestrali e che viene preso come riferimento per i mutui a tasso variabile) è pressoché stabile da un mese all’altro, attestandosi al 31 ottobre sul valore di 1,591%.
Continuano a calare tutti gli indici di fiducia sia a livello europeo che italiano, in particolare l’ESI di Eurostat scende in ottobre per la zona Euro a 93,8 mentre per l’Italia risale leggermente al 89,3 dopo il brusco calo di settembre (da 94,1 a 89,0); gli unici indici in leggera ripresa sono quelli dei servizi e delle costruzioni, anche se il valore degli indici resta molto basso. (siamo in pratica tornati sui livelli di inizio 2009!) . Particolarmente grave è il passaggio in territorio negativo (-0,13) dell'indicatore €-coin.
Mercato del lavoro: continua l’andamento altalenante delle richieste di mobilità in Lombardia risalite in ottobre rispetto a ottobre 2010; in ottobre il dato cumulato dell’anno 2011 segna -1% sul 2010, dopo il +38% del 2009 sul 2008 e il +10% del 2010 sul 2009.
Le retribuzioni dei lavoratori dipendenti a settembre sono stabili ormai da tre mesi al +1,7% in un anno (un anno fa era +2,4%), molto al di sotto, quindi, del tasso di inflazione.
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