Pari opportunità, donne
Donne
Sapete che cos’è la medicina di genere?
Sapete che cos’è la medicina di genere?
Questo è titolo del Convegno, e del relativo opuscolo informativo realizzato e presentato questa mattina, 7 aprile, da “Donne in rete” in collaborazione con l’assessorato alle Pari Opportunità della Provincia di Milano, allo scopo di far acquisire alle donne la consapevolezza che la salute è una cosa importante e, come tale, va salvaguardata.
Per esempio si è parlato molto di farmaci i quali, testati prevalentemente sugli uomini, strutturalmente diversi per peso e massa corporea, assunti dalle donne ne modificano il quadro ormonale. Stesso discorso per i bambini e gli anziani i quali sono più soggetti agli effetti collaterali.
Sono stati forniti una serie di dati che ci servono per capire meglio la dimensione del fenomeno.
Se è vero che le donne vivono più a lungo, è altrettanto vero che si ammalano di più e usano maggiormente i sistemi sanitari. Questo vuol dire che hanno l’onere di un maggior numero di anni di vita in cattiva salute. Secondo i dati Istat l’8,3 % delle donne italiane denuncia un cattivo stato di salute rispetto al 5,3% degli uomini.
Si è detto che le donne hanno maggiore possibilità degli uomini di avere un secondo infarto entro un anno dal primo. Le donne hanno probabilità 2 o 3 volte maggiore a quella degli uomini di essere colpite da depressione e hanno maggiore possibilità di sviluppare un tumore ai polmoni. Hanno una doppia probabilità di contrarre una malattia sessualmente trasmessa e si ammalano per il 95% rispetto agli uomini di anoressia.
Altri dati ci dicono che le malattie per le quali le donne presentano una maggiore prevalenza sempre rispetto agli uomini sono le allergie (+8%), il diabete (+9%), la cataratta (+80%), l’ipertensione arteriosa (+30%), alcune malattie cardiache (+5%), le malattie della tiroide (+500%), artrosi e artrite (+49%), l’osteoporosi (+736), calcolosi (+31%), cefalea ed emicrania (+123%), depressione e ansia (+138%), Alzheimer (+100%).
Infatti, la disabilità è più diffusa tra le donne: 6,1% contro il 3,3% degli uomini.
In tema di fruizione dei servizi sanitari, sempre l’Istat attesta che il 18% delle donne contro il 14% degli uomini si sottopone a visite generiche; il 16% a visite specialistiche contro il 12,4% degli uomini e che ben il 50,7% delle donne consuma farmaci contro una percentuale maschile del 39,5%.
Quindi, per concludere, le donne vivono più a lungo degli uomini, ma si ammalano di più, usano di più i servizi sanitari e hanno un maggior numero di anni in cattiva salute. Alla base di questi sviluppi sta anche il fatto che gli studi clinici sui farmaci non tengono in adeguata considerazione i test sulle donne.
Lo sviluppo di approcci diagnostici e terapeutici che valutino le differenze di genere tra donne e uomini potrebbero consentire di migliorare le prospettive della salute femminile.
Oggi è necessario un approccio che veda la cooperazione stretta tra centri di ricerca, ospedali, università ed istituzioni pubbliche per favorire la crescita della conoscenza, l’aumento degli studi specifici, uno stile nuovo di fare ricerca, ma soprattutto la costruzione di una coscienza pubblica competente ed esigente in grado di concorrere alla crescita civile e all’aumento della pressione pubblica per il raggiungimento degli obiettivi di crescita e uguaglianza.
La Provincia, dal canto suo, pur non avendo una competenza specifica e diretta in materia di salute, ha assicurato l’impegno a diffondere l’opuscolo informativo.
